May
4
Prima ero da un’altra parte a tastare il telecomando di Sky, quando per caso mi imbatto in un episodio di CSI della ottava stagione, precisamente il settimo. Sono anni (tre?) che non seguo CSI (Las Vegas, gli altri due mi stanno rigorosamente lì) per bene. L’ho trascuarato abbastanza anche se, quando mi capita di avere l’occasione di vedere degli episodi, non mi tiro indietro. Ma non lo seguo più con tanta passione. E un po’ mi dispiace, non per la bellezza del telefilm in sé, ma perché ha un valore in un certo senso affettivo dato che lo ricollego a una persona.
Anyway, non voglio perdermi nei sentimentalismi. O meglio: sì. Ma in un altro modo. Non riguarda me ma Grissom (ci sono stati momenti in cui l’ho desiderato in maniera indecente) e Sara.
Non avrei mai potuto immaginare, neanche lontamente, una storia tra loro due. Anzi: non mi sarei sognata mai una storia d’amore in CSI. Ho sempre pensato che accenni sentimentali in un telefilm di questo genere fossero fuori luogo, ingombranti e inutili. Perché non vorrei minimamente che CSI diventasse una soup opera mielosa, una specie di Beautiful (però più intelligente). No. Quindi non contante su di me per queste cose. Risolvere i casi sì, viaggiare nei meandri della psiche umana ci sta pure, ma una storia d’amore NO. Non cadrò nella vostra rete, malefici sceneggiatori.
Però.
C’è Sara, intrappolata in un caso che la sfinisce e la costringe ad affrontare i suoi fantasmi. E poi c’è Grissom preoccupato per lei. Oh sì, proprio lui. Lui che citava Edgar Allan Poe, l’intellettuale introverso e razionale, lo stesso che trova difficile relazionarsi con gli altri.
E c’è questo bacio nel corridorio. Io lo sentivo come un presagio che lei si stava dirigendo da lui per questo. Ma non volevo, in un certo senso, accettarlo (per i motivi elencati sopra e non perché questa coppia non mi sembri fattibile). Ma vedere questa scena, sbattuta in faccia all’improvviso perché ignara di tutto quello che c’era dietro, quel gesto… così naturale (come se lei non avesse potuto fare altro). Non so. Mi ha davvero fatto attorcigliare le budella. Un brivido istantaneo.
E ho voluto annotarlo da qualche parte, condividerlo. Sono folle, lo so.
Anyway, non voglio perdermi nei sentimentalismi. O meglio: sì. Ma in un altro modo. Non riguarda me ma Grissom (ci sono stati momenti in cui l’ho desiderato in maniera indecente) e Sara.
Non avrei mai potuto immaginare, neanche lontamente, una storia tra loro due. Anzi: non mi sarei sognata mai una storia d’amore in CSI. Ho sempre pensato che accenni sentimentali in un telefilm di questo genere fossero fuori luogo, ingombranti e inutili. Perché non vorrei minimamente che CSI diventasse una soup opera mielosa, una specie di Beautiful (però più intelligente). No. Quindi non contante su di me per queste cose. Risolvere i casi sì, viaggiare nei meandri della psiche umana ci sta pure, ma una storia d’amore NO. Non cadrò nella vostra rete, malefici sceneggiatori.
Però.
C’è Sara, intrappolata in un caso che la sfinisce e la costringe ad affrontare i suoi fantasmi. E poi c’è Grissom preoccupato per lei. Oh sì, proprio lui. Lui che citava Edgar Allan Poe, l’intellettuale introverso e razionale, lo stesso che trova difficile relazionarsi con gli altri.
E c’è questo bacio nel corridorio. Io lo sentivo come un presagio che lei si stava dirigendo da lui per questo. Ma non volevo, in un certo senso, accettarlo (per i motivi elencati sopra e non perché questa coppia non mi sembri fattibile). Ma vedere questa scena, sbattuta in faccia all’improvviso perché ignara di tutto quello che c’era dietro, quel gesto… così naturale (come se lei non avesse potuto fare altro). Non so. Mi ha davvero fatto attorcigliare le budella. Un brivido istantaneo.
E ho voluto annotarlo da qualche parte, condividerlo. Sono folle, lo so.